Un buco nell'acqua.

venerdì 25 novembre 2011

Questa volta no.

Salvatore parla, dice un sacco di cose, parla senza voce Salvatore. Questa volta non mi bagno due dita con la sputazza per allargare, due dita dentro, due dita fuori, due dita dentro, per fare la strada: questa volta no.
Questa volta è accussì. Lo giro di schiena e mi appoggio su di lui, tenendo le braccia mie sulle sue, allineate. Lo bacio sui capelli, lo bacio sul collo, seguo con la lingua tutti i nodi al centro delle sue spalle, seguo la sua spina dorsale come un'indicazione, una strada da fare con la bocca per raggiungere il posto che prima era delle dita. È un altro sapore, è più forte, forte come l'odore della notte nella Villa Comunale.
Chesta vota no. Questa volta siamo una cosa di uomini, siamo due cani spersi sopra l'Asse Mediano che si guardano da lontano, due cani nella monnezza che si squadrano, si abbaiano, si odorano, si abbaiano, si appiccicano e si odorano, due cani che si fottono e che poi staranno sempre insieme e che poi, due cani che se ne vanno per i cazzi loro. 
Questa volta no, stavolta io e Salvatore.

[L.R. Carrino, Acqua storta, Padova, Meridiano zero, 2008]

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