Un buco nell'acqua.

martedì 28 febbraio 2012

# 20: Anime morte.

Voi temete uno sguardo che vada nel profondo, a voi piace sfiorare tutto con occhi spensierati. Voi riderete perfino di cuore, di Čičikov, forse, loderete magari l'autore dicendo: "Però qualcosa l'ha imbroccata, deve essere un tipo allegro". E dopo queste parole, con raddoppiato orgoglio vi rivolgerete a voi stessi, un sorriso superbo vi apparirà sul viso e aggiungerete: " E bisogna anche dire che in certe province c'è della gente stranissima e molto ridicola, e anche dei mascalzoni come si deve!". Ma chi di voi, pieno di bontà cristiana, non in pubblico, ma in silenzio, da solo, nel momento del colloquio solitario con se stesso, in solitudine, lascerà andare nel profondo la grave domanda: "Ma non c'è per caso anche in me una parte di Čičikov?". Sì, certo che c'è! E invece, fa che in quel momento accanto a quello che dovrebbe dire così passi un suo conoscente qualsiasi che abbia un grado non troppo alto né troppo basso, in quello stesso momento egli darà di gomito  al suo vicino e gli dirà, quasi scoppiando a ridere: "Guarda, guarda, ecco Čičikov, è arrivato Čičikov". E poi, come un bambino, dimenticando tutte le convenienze dovute al grado e all'età si metterà a corrergli dietro sbeffeggiandolo alle spalle e ripetendo: " Čičikov! Čičikov! Čičikov!". 

[N. V. Gogol', Anime morte, trad. Paolo Nori, Milano, Feltrinelli, 2009]

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