Qua sotto succede che non so più chi sono. Di fatto potrei essere un coniglio, un essere a metà strada tra un cane e un coniglio. Ho le orecchie lunghe come quelle dei conigli e il muso come quello dei cani, e anche l'olfatto, come quello dei cani. Quando faccio la cacca nel cesso, la mando giù con un secchio d'acqua che riempio dal lavandino perché lo sciacquone non c'è. Anche il cesso lo ha costruito Lui, in due giorni, e sotto c'è un tubo che porta i miei escrementi in un canaletto di scolo fuori dalla casa. Non è un grande ingegnere. Dei conigli e dei cani ho la rabbia, e se potessi vedere i miei occhi forse li scoprirei gialli. Talmente tanta rabbia che si trasforma nel suo opposto, un'inerzia eterna, una rabbia implosa e muta, la rabbia dei perdenti. Non scodinzolo mai.
[G. Merico, Io non sono esterno, Roma, Castelvecchi, 2011]
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