Ed è in questa grigia e indistinta terra di mezzo che hanno
luogo i conflitti fondamentali della nostra epoca.
È un enorme formicaio in cui tutti noi arranchiamo.
D. D. Sostakovic (1970 ca)
Secondo i polacchi, la vita non è che un lungo treno di profughi che procede sui binari più lenti d'Europa, costretto di continuo a cedere il passo al trasporto truppe e ai carri merci; e si sta su quel treno a soffocare, tra fetore, paura e pianti. Risuona un fischio: si riparte! Ed ecco un nuovo confine, dove poliziotti in divisa e in borghese ridurranno ulteriormente il novero di noi passeggeri (il suo visto è irregolare; questo è un ebreo in fuga). La cosa più ridicola è che noi odiavamo la vita: "volevamo andare da qualche altra parte"; e ora che ci portano da qualche parte a vagonate, vorremmo ancora essere su quel treno dove tutto puzzava! Be', è la vita.
[W. Vollmann, Europe Central, Milano, Mondadori, 2010, trad. Gianni Pannofino]
Nessun commento:
Posta un commento