Non sappiamo ancora nel dettaglio quanto il nuovo Governo farà. Ma poiché il suo compito prioritario è avviare il risanamento del bilancio, ci aspettiamo il rigore dell’equità promessa. Così, se come annunciato, «verrà riesaminato l’intero peso del prelievo sugli immobili e l’ICI», coerentemente vanno rivisti odiosi privilegi in materia. Ci riferiamo all’esenzione dall’ICI, che attualmente oltre ai luoghi di culto è estesa a tutte le attività vaticane "non esclusivamente commerciali". Questo significa, che purché abbiano una qualche cappella annessa, gli enti religiosi gestori di alberghi, ristoranti, agenzie turistiche, società assicurative, scuole, case di cura religiose non pagano l’ICI; e che i ricavati dalle attività che vi si svolgono sono soggetti ad una irrisoria imposta (Ires).
Il pubblico erario riceve da questo truffaldino espediente un danno di centinaia di miliardi di euro ogni anno. Di contro, la miracolata fiscale è la Chiesa cattolica, che usufruisce a piene mani di queste regalìe per via dell’immenso patrimonio immobiliare che le basta dichiarare non occupato in attività "non esclusivamente commerciali".
Nessun commento:
Posta un commento