Medea: Amiche, la mia azione è decisa: al più presto uccidere i miei bambini e partire da questa terra, e non consegnare, indugiando, i miei figli a un'altra mano più ostile perché li ammazzi. È assoluta necessità che essi muoiano; e poiché è necessario, li uccideremo noi che li abbiamo generati.
Ma suvvia, àrmati, mio cuore; perché indugiamo a compiere questo male terribile eppure ineluttabile?
Orsù, o misera mano mia, prendi la spada, prendila, muovi verso la dolorosa meta della vita: non essere vile e non ricordarti dei tuoi figli, che ti sono assai cari, che li partoristi, ma solo per questo breve giorno dimenticati dei tuoi figli; e poi piangi.
Anche se li ucciderai, nondimeno essi ti sono cari; e una donna sventurata sono io.
[Euripide, Medea, trad. Ester Cerbo, Milano, Bur, 2005]
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